Paolo Desana “papà” delle Doc

Casale celebra il centenario di Paolo Desana “papà” delle Doc

Il senatore che fece approvare la legge che tutela l’origine dei vini sarà ricordato il 13 a Palazzo Vitta

LA REPUBBLICA – 2018

 

Paolo Desana era nato nel Monferrato, terra di vino e viticoltori. È diventato il papà della Doc, la legge sulla denominazione di origine controllata che protegge la qualità e la provenienza dei vini Piemontesi e di tutt’Italia. A cento anni dalla sua nascita, il 13 gennaio a Palazzo Vitta, Casale Monferrato ricorda il suo concittadino con una serie di eventi promosso dal Comitato Casale Monferrato Capitale della Doc, di cui oggi è presidente il figlio Andrea Desana: «Non si può capire mio padre senza conoscere il suo passato».

Tenente di artiglieria nella seconda guerra mondiale, fu fatto prigioniero dai tedeschi a Villeneuve — Loubet, in Costa Azzurra. Era il settembre del 1943 e Desana fu detenuto come prigioniero militare in 12 diversi campi di concentramento tra Polonia e Germania. « Per anni non raccontò niente di quel periodo e come lui fecero molti suoi commilitoni che temevano di non essere creduti. Iniziò a parlarne solo nel 1989, due anni prima di morire». Quegli anni forgiarono il carattere di Desana e probabilmente lo spinsero alla vita politica. « Lui visse anni senza democrazia — spiega il figlio — in quei campi morirono in 55 mila, molti furono degli eroi perché tutti avrebbero potuto tornare in Italia accettando di combattere per la Repubblica sociale italiana, ma dissero di no e rimasero nei campi. Mio padre rifiutò di accettare quel compromesso e di fomentare la guerra civile » . Aveva 24 anni quando nel campo di Colonia fu condannato alla fucilazione, una sentenza che non venne mai eseguita. Fu a Unterluss e a Czestochowa: come voto per essere uscito vivo da questa esperienza fece realizzare una copia della madonna nera di Czestochowa che regalò alla chiesa di Cerrina, nel Monferrato. Qui Paolo aveva comprato una casa estiva, giusto al centro del collegio che lo elesse senatore nel 1958. Ancor prima di sedere sugli scranni di Palazzo Madama fu assessore all’agricoltura nel Monferrato. «A Cerrina organizzò il primo convegno italiano sulla collina, io ero piccolo ma me lo ricordo, fu un evento importante che diede il via alla rinascita economica di quelle zone», racconta il figlio.

Quando, il 12 luglio 1963, il Parlamento approvò la legge sulla denominazione di origine controllata dei vini, Desana sapeva che l’Italia era indietro di 30 anni: «Per arrivare a quella legge aveva studiato l’esempio francese che risale addirittura al 1935. Fu approvata negli ultimi giorni della legislatura e cambiò tutto per quel settore che mio padre amava molto». Nacque il comitato nazionale per la tutela dell’origine dei vini di cui Desana fu presidente per 23 anni durante i quali promosse la qualità dei vini d’Italia a partire dal Monferrato. Nel 1989, quando scadde il suo mandato, erano 200 i vini doc, oggi sono più che raddoppiati e intorno al vino è nato un mercato del turismo che conta 810 milioni di appassionati nel mondo e che promuove anche i territori di produzione. Per celebrare i cento anni dalla nascita del padre della Doc, il 13 gennaio sarà presentato l’annullo filatelico che le Poste Italiane gli hanno dedicato, assieme all’apertura di una mostra dedicata alle immagini di Casale a inizio ‘900. Dalle 16 diversi personaggi racconteranno Desana: « Ho voluto invitare persone hanno conosciuto mio padre e sono convinto che ne uscirà un ritratto con dettagli inediti che nemmeno io conosco. Sono molto curioso», ammette il figlio.

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