#1954HCWebMarathon: grande successo per la prima edizione

Facebook: al via 3.000 assunzioni per rafforzare il team ...

RAGGIUNTI E SUPERATI I 1000 FOLLOWERS SULLA NOSTRA PAGINA

La nostra prima maratona virtuale si è conclusa dopo una settimana di condivisioni di post, documenti e video, con risultati lusinghieri e del tutto soddisfacenti: nonostante il tema assai ostico, l’affollamento e la saturazione di iniziative culturali multimediali in questo periodo di emergenza (tutte con mezzi e risorse ben superiori alle nostre) e anche la nostra evidente inesperienza, possiamo stimare di avere raggiunto un totale di almeno 12.000 utenti tra contatti e commenti, visualizzazioni e interazioni.
Solo i video dell’ultima giornata (testimonianze di esperti e clip di presentazione dello staff) hanno superato in tre giorni le 2000 visualizzazioni.
Se poi si potessero considerare tutte le altre modalità di fruizione della nostra proposta, tramite i profili personali e istituzionali di tutti i nostri amici, colleghi. collaboratori e partners, il numero certamente salirebbe di molto.

In attesa di prossime occasioni ed esperienze in materia, dobbiamo quindi ringraziare in primo luogo il nostro staff di giovani ricercatori e tirocinanti (che si sono autopresentati con delle brevi clip, oltre a intervistare i nostri testimoni), con una particolare menzione per Federica Este che come degna avanguardia del gruppo di (speriamo) numerosi tirocinanti dell’Università di Bologna-Dipartimento di Beni Culturali, ha curato la redazione dell’evento, validamente supportata dalla dottoranda Alessandra De Masi e dai nostri due ricercatori junior Daniele Oro e Valentina Sabucco.

L’elenco delle pagine FB di organizzazioni e istituzioni del settore che hanno a vario titolo collaborato e rilanciato l’iniziativa, in Italia e all’estero, sarebbe lungo e certamente incompleto perché il tutto si è svolto in modo piuttosto informale e in tempi molto brevi; basta però fare una rapida ricerca in rete usando il mostro hashtag o seguendo le condivisioni dei post per trovare almeno una quindicina di partners: ci limiteremo a segnalare il segretariato del Blue Shield International che pur senza patrocinare né collaborare formalmente l’evento ha condiviso e rilanciato l’iniziativa da Newcastle (UK) in giro per il mondo.

Grazie a tutti e arrivederci alla prossima web marathon.

I VIDEO CONCLUSIVI SONO DISPONIBILI SULLA NOSTRA PAGINA FACEBOOK

Editoriale

Il 14 maggio, si celebra l’anniversario della Convenzione dell’Aya del 1954, con un evento virtuale al quale sono stato invitati a contribuire tutti gli esperti, studiosi e appassionati di conservazione e salvaguardia del patrimonio culturale a rischio.
Abbiamo pubblicato una cinquantina di link a pagine web sul tema, video e altri materiali divulgativi open access già pubblicati da UNESCO, Blue Shield International e altre Organizzazioni internazionali.

La Convenzione, la cui bozza era stata elaborata in Italia, è ispirata ai principi stabiliti nelle Convenzioni del 1899 e del 1907 e nel Patto di Washington del 15 aprile 1935, e disciplina la protezione dei beni culturali in caso di conflitto armato. La convenzione è stata seguita da un regolamento e due protocolli, volti a integrarne i contenuti e specificarne le modalità applicative.
La convenzione considera per la prima volta come ‘beni culturali’ i beni, mobili o immobili, di grande importanza per il patrimonio culturale e ne descrive le caratteristiche all’articolo 1, stabilendo che la protezione di tali beni ne comporta la SALVAGUARDIA (sin dal tempo di pace) ed il rispetto (in caso di guerra).
Dunque grazie alla sua legge di ratifica in Italia (1958) é la prima norma che contiene la definizione di BENE CULTURALE, molto prima della Commissione Franceschini e del TUBC, contrariamente a quanto asseriscono tutti i manuali di diritto dei Beni Culturali.
Basta questa clamorosa “svista” a dimostrare quanto poco sia conosciuta, applicata e rispettata in Italia questo fondamentale strumento giuridico internazionale, che per anni è stato misconosciuto anche nel resto del mondo ma che ormai ha raggiunto un alto numero di ratifiche.